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È tempo di sostituire la caldaia?

Molte abitazioni, soprattutto quelle che hanno qualche decennio e che non sono state sottoposte a importanti ristrutturazioni, possiedono un sistema di riscaldamento datato che probabilmente necessita della sostituzione della caldaia.

Infatti, come capita con molti degli impianti che prevedono un utilizzo molto frequente, anche la caldaia comincia a mostrare segni di usura o semplicemente a “invecchiare”. Andiamo ad analizzare nel dettaglio tutte le informazioni che dovreste conoscere.

Quando sostituire la caldaia e perché è importante farlo

Arriva un momento, dopo 10-15 anni circa, in cui è doveroso mandare in “pensione” la vecchia caldaia e installarne una nuova. Una caldaia nuova può portare molti benefici, come ad esempio un migliore funzionamento dell’impianto e il conseguente aumento del risparmio energetico ed economico. D’altra parte, non mancherà di certo un incremento del comfort percepito da coloro che usufruiscono dell’apparecchio. Molti italiani, però, possiedono ancora una vecchia caldaia e non hanno intenzione di cambiarla.

Intendiamoci: cambiare la caldaia non è obbligatorio, ma dopo un certo periodo di anni l’impianto può incorrere in alcune problematiche o funzionare con difficoltà. Poiché la caldaia svolge una funzione molto importante all’interno di esso, è fondamentale che risulti perfettamente funzionante.

Tra l’altro, come dicevamo poco fa, una corretta produzione del calore e di acqua calda comporta un notevole risparmio energetico. Di conseguenza si abbassano i costi e le spese di gestione e alimentazione della caldaia. In pratica, quando si sceglie di sostituire la caldaia e di avvalersi di un apparecchio nuovo accompagnato da un impianto che funziona come si deve, accade proprio questo: le bollette si abbassano, il riscaldamento risulta più efficiente e si riducono le spese relative a riparazioni o controlli.

Il funzionamento non è però l’unico aspetto da considerare

Una caldaia che funziona è anche un apparecchio che rispetta l’ambiente, grazie alla riduzione delle emissioni inquinanti. Inoltre, non bisogna dimenticare che assicurare all’edificio un ottimo impianto di riscaldamento fa sì che i suoi standard di sicurezza aumentino. In più, in caso di vendita, lo stabile potrà essere valutato ottimamente.

In conclusione, la caldaia va sostituita dopo una decina o quindicina di anni, quando mostra segni di usura o malfunzionamento, e quando le bollette sono caratterizzate da improvvisi aumenti. Chiaramente, si può provare prima ad aggiustarla, ma quando gli interventi di controllo e riparazione dell’impianto cominciano a diventare troppi, la scelta giusta è sicuramente la sostituzione.

A questo proposito, è utile considerare che le caldaie a condensazione sono considerate più efficienti e meno inquinanti rispetto alle caldaie di vecchia generazione. Si tratta di ottimi sistemi in grado di garantirvi risparmi anche del 30% sulla bolletta del riscaldamento. In alternativa, se notate che la vostra caldaia può ancora dare molto, potete provare a richiedere a un tecnico l’installazione di un’apposita pompa di calore, che aggiungerà un ulteriore punto di forza all’apparecchio in vostro possesso. Anche in questo caso, i risparmi si riveleranno notevoli!

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I condizionatori e la consueta manutenzione da fare prima dell’estate

L’arrivo della calda stagione comporta anche l’inizio di quella che potremmo definire la stagione dei condizionatori. Questi sono i nostri migliori amici d’estate e i compagni fedeli che non ci abbandonano neanche durante la giornata più torrida, donandoci quella dolce freschezza di cui sentivamo decisamente la mancanza. È certo però che, essendo stato fermo per molto tempo, l’impianto di climatizzazione o condizionamento dell’aria ha la necessità di ricevere una corretta manutenzione prima di poter essere utilizzato nell’arco dei tre mesi estivi. Vediamo alcuni consigli.

Perché e quando eseguire la manutenzione dei condizionatori?

Il condizionatore va sottoposto a manutenzione in particolare per evitare di respirare la polvere, o altro, accumulata sui filtri durante il periodo di inattività. Pertanto, al fine di avere aria fresca e pulita, vanno puliti i filtri a maglia presenti all’interno del condizionatore e, invece, quando si tratta di filtri a carboni attivi o di filtri normali molto sciupati, è necessario procedere direttamente con una sostituzione.

Tale pulizia (con acqua e sapone neutro o prodotto apposito) va comunque effettuata prima di accendere l’impianto di climatizzazione dopo mesi di inattività, e durante i periodi di funzionamento, soprattutto se ne viene fatto un grande uso continuativo. Ricordate che non sono procedimenti che devono essere sottovalutati: infatti, durante la loro inattività, i filtri dei condizionatori diventano un ricettacolo di muffa e batteri. Questi, se i filtri non vengono puliti, o se la loro pulizia non viene effettuata correttamente, vengono messi in circolo nell’aria quando sono in funzione, causando anche problemi fisici come raffreddori o altre patologie più gravi.

Inoltre, dobbiamo considerare che questo tipo di manutenzione dei condizionatori è decisiva per evitare di compromettere le performance dell’apparecchio: senza di essa, le prestazioni potrebbero calare così come i livelli di comfort e, contemporaneamente, potrebbero però aumentare i consumi e quindi le spese per l’energia elettrica.

È possibile facilitarsi il lavoro e avvalersi di un prodotto più duraturo e performante, puntando sui condizionatori più tecnologici e, in particolare, su quelli dotati di filtri autopulenti e/o purificatori. Ad esempio, sul nostro store potrete trovare la serie Ururu Sarara di Daikin, molto particolare, altamente innovativa e capace di proporre numerose e interessanti funzionalità, sia in riscaldamento che in raffrescamento.

manutenzione condizionatori

Non solo filtri: ecco altri accorgimenti

Per una corretta manutenzione dei condizionatori non vanno tenuti in considerazione solamente i filtri interni. Anche l’unità esterna del condizionatore è sempre esposta a polvere o altro e, essendo posta all’aperto, è facilmente soggetta a ostruzioni. La manutenzione di questo componente è però molto più facile: con un pennello, sarà possibile rimuovere la polvere o qualsiasi altra cosa possa essersi insinuata all’interno dell’unità nell’arco del periodo autunnale e invernale. Inoltre, dare un’occhiata periodico ai cavi e alle singole componenti elettriche è sempre un’ottima soluzione.

Manutenzione dei condizionatori: fai-da-te oppure no?

Le operazioni appena elencate possono essere svolte da chiunque. Tuttavia, avvalersi di un tecnico non è di certo una cattiva idea e si rivela indispensabile soprattutto in caso di problematiche e cali di performance. Inoltre, in genere, sul libretto di ogni apparecchio sono riportate alcune tempistiche da rispettare per controlli e revisioni. In quel caso, affidarsi a un professionista è necessario per poter effettuare una manutenzione approfondita del proprio condizionatore.

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La manutenzione dei pannelli solari: consigli utili

I pannelli solari non hanno bisogno di molta manutenzione e hanno costi di gestione molto bassi. Tuttavia, per assicurarne il corretto funzionamento, ci sono dei piccoli accorgimenti da prendere. Ecco alcuni consigli utili per la manutenzione dei pannelli solari.

La pulizia dei pannelli solari

Il primo passo per assicurare una corretta manutenzione dei pannelli solari è la pulizia. Lo sporco e la polvere possono infatti compromettere il corretto funzionamento dell’impianto e l’ottimale produzione di energia. Sebbene le precipitazioni atmosferiche contribuiscano a mantenere la superficie dei pannelli libera da polvere e pollini, è comunque necessario procedere a una pulizia periodica, al fine di rimuovere fogliame, smog, sporco ed escrementi di animali che potrebbero essersi accumulati su di essi, limitando l’esposizione dell’impianto ai raggi solari.

Per pulirlo è possibile utilizzare una spugna non abrasiva e un po’ d’acqua. Qualora vi siano incrostazioni di sporco che non possono essere rimosse con acqua, si può utilizzare un detergente antistatico, facendo attenzione a non lasciare aloni che potrebbero ostacolare l’assorbimento delle radiazioni solari. L’utilizzo del detergente è consigliato solo in caso di macchie ostinate. Nel caso siate proprietari di impianti di grandi dimensioni, è possibile utilizzare un’apposita spazzola con asta allungabile, che vi permetterà di pulire tutti i moduli anche a distanza.

Qualora i pannelli siano installati sul tetto o in qualunque parte difficilmente accessibile dell’edificio, onde evitare incidenti, è consigliabile rivolgersi a delle ditte specializzate nella pulizia e manutenzione dei pannelli fotovoltaici.

Controllare il rendimento dei pannelli solari

Tenere sotto controllo il rendimento e il corretto funzionamento dei pannelli solari è molto importante, sia per garantirne la massima efficienza che per minimizzare il rischio di guasti e incendi. Grazie ad appositi strumenti di monitoraggio, è possibile controllare la quantità di energia prodotta dai pannelli, il loro irraggiamento e la temperatura prodotta, al fine di evitare anomalie di funzionamento. Qualora non foste provvisti di strumenti di monitoraggio per i pannelli solari, è consigliabile confrontarli con i valori di riferimento che potrete trovare sul sito dei produttori o dell’installatore.

Per assicurare il corretto rendimento dei pannelli, è inoltre necessario fare controlli visivi per verificare il buono stato di ogni componente dell’impianto. Periodicamente, è essenziale controllare lo stato dei cavi, dei sistemi di monitoraggio, del caricabatterie e dei fusibili. I pannelli solari sono inoltre dotati di spie led che indicano il corretto funzionamento degli inverter. Ogni impianto fotovoltaico è dotato di garanzia del produttore e di assistenza tecnica. Qualora quindi si noti un’anomalia di funzionamento è consigliabile rivolgersi subito a un tecnico, evitando così onerosi guasti che potrebbero verificarsi nel tempo.

Rivolgersi a un tecnico specializzato

Oltre ai consigli dati finora, sappiate che è opportuno rivolgersi a un tecnico specializzato almeno una volta l’anno: potrà eseguire un controllo più specifico e verificare il corretto funzionamento dell’impianto. Il monitoraggio costante è una delle azioni più importanti quando si parla di manutenzione dei pannelli solari, in quanto permetterà di eseguire interventi più rapidi in caso di anomalie. Questo suggerimento è valido soprattutto per chi vive in zone spesso colpite da intemperie come forte vento e frequenti nevicate che potrebbero danneggiare l’impianto.

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Cosa fare quando la caldaia e il riscaldamento vanno in tilt per il gelo?

È capitato a tutti di ritrovarsi al freddo in una gelida mattina d’inverno, con il riscaldamento inutilizzabile e senza nessuna possibilità di riscaldarsi con una doccia bollente. Solitamente, questo succede quando il sistema di riscaldamento si è ghiacciato e non riesce più ad accendersi: è andato in blocco automatico, onde evitare ulteriori danni, oppure non sussistono proprio le condizioni ideali per un corretto funzionamento.

A questo proposito, è utile considerare che tutto il sistema di riscaldamento è collegato alla caldaia, che attiva la modalità blocco automatico quando rileva un errore o un problema di funzionamento.  Quindi, sarà necessario capire innanzitutto di cosa si tratta e, pertanto, se la causa è davvero il gelo. Tuttavia, sappiate che le caldaie di ultima generazione sono in grado di accendersi automaticamente se la temperatura esterna è al di sotto dei 3° C, per evitare così che il sistema si congeli. Pertanto, se avete spesso dei problemi di questo tipo e siete certi che la vostra caldaia va in tilt per il gelo, potreste anche pensare di sostituirla e ridurre così al minimo l’insorgere di queste situazioni.

Come possiamo aggiustare l’impianto di riscaldamento in blocco per il gelo?

Il problema più comune quando le temperature sono al di sotto dello zero è che l’acqua all’interno dei tubi si congeli, aumentando così di volume e causando la conseguente rottura dell’impianto o comunque un blocco del sistema. Se ci si attiva prontamente (non appena si verifica il blocco), è possibile salvare le tubature dalla rottura: esse necessitano soltanto di essere riscaldate, per evitare che la formazione di ghiaccio comporti ulteriori danni.

In generale, i tubi che tendono a ghiacciarsi sono quelli esterni o in prossimità della caldaia. È possibile usare delle lampade o un phon per cercare di riscaldare la superficie. Provate per qualche minuto e aspettate che il sistema si riattivi. Dopo aver riscaldato le tubature esterne, accertatevi che non vi siano perdite di acqua prima di accendere di nuovo la caldaia. Nel caso in cui il sistema non riparta dopo il riscaldamento delle tubature, bisognerà contattare un tecnico specializzato, poiché potrebbe essere necessario sostituire qualche componente deteriorato dal gelo e/o dall’usura. Dopo aver risolto il problema della caldaia, verificate che anche il contatore esterno non sia gelato, al fine di non causare un ulteriore guasto.

Come evitare che l’impianto di riscaldamento vada in blocco per il gelo?

Per evitare che l’impianto di riscaldamento si blocchi a causa del ghiaccio, è opportuno avvalersi di una caldaia di qualità. Inoltre, è possibile isolare i tubi e proteggere la caldaia prima dell’arrivo della stagione invernale:

  • Per isolare l’impianto di riscaldamento, è necessario applicare del nastro isolante riscaldante sui tubi esterni o su quelli che si trovano in locali freddi e umidi come cantine o garage.
  • In alternativa al nastro riscaldante, si possono isolare i tubi con dei cavi scaldanti autoregolanti, che bilanciano automaticamente le temperature evitando il congelamento.

Infine, è importante versare l’apposito liquido antigelo nei tubi dell’impianto o svuotarli completamente quando non si utilizza la caldaia per lunghi periodi di tempo.